MADRID ME MATA!

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Andare a Madrid non era in cima ai miei desideri, c’ero stata tantissimi anni fa e non era stato esattamente un colpo di fulmine.
Troppa folla, traffico, confusione, insomma mi sembrava di essere a casa, non avevo la percezione meravigliosa del cambiamento, cosa che in generale mi affascina quando viaggio.
Però mai dire mai, mai dare le cose per scontate, mai dare spazio al pregiudizio perché ogni cosa può cambiare in base alla nostra attitudine, al nostro saperci sorprendere, allentare i freni e lasciarci semplicemente vivere.

Giovedì 13 dicembre.
Io e Matteo arriviamo in una Madrid in pieno clima Natalizio, la città ci accoglie con una giornata fredda ma soleggiata, e subito in hotel, come sempre curiosi ed entusiasti come dei bambini in gita scolastica.
Posso affermare senza ombra di dubbio che il Gran Hotel Inglés è uno dei luxury hotel più belli in cui io abbia mai soggiornato.
Un hotel che nasce nel lontano 1886, come un hotel 3 stelle, destinato ad essere uno dei più rinomati di tutta Madrid.
Completamente ristrutturato soltanto 8 mesi fa, e trasformato in un 5 stelle luxury, rifinito e curato fin nei più piccoli dettagli, di grande charme e raffinatezza, la classe allo stato puro.
Gli spazi comuni, illuminati con una luce calda e soffusa, rendono piacevole il rilassarsi sui comodissimi divani, o al bar situato al centro della hall.
Le camere spaziose e luminose, dal design moderno, il letto più accogliente e confortevole che io abbia mai visto, e una salle da bain pazzesca, con una vasca meravigliosa e ogni possibile attenzione per il cliente.
Dopo esserci sistemati, usciamo subito alla scoperta della città che non dorme mai, e in effetti… facciamo tardi e camminiamo così tanto, che al rientro sprofondo tra le braccia di Morfeo alla velocità della luce, tra mille meravigliosi cuscini!
Venerdì 14 dicembre.
Superfluo raccontarvi quanto ho adorato la prima colazione all’interno del ristorante del Gran Hotel Inglés, il Lobo8. Una taverna deliziosa, arredata con gusto, con un ricco buffet internazionale e una fantastica cucina a vista, pronta a soddisfare le richieste dei palati più esigenti. Io mi faccio coccolare con un pancake meraviglioso, e ditemi voi se una giornata può cominciare meglio!
Non mi preoccupo troppo delle calorie, perché so bene che il mio compagno di viaggio, mi farà camminare in lungo e in largo per tutta la città, sempre alla scoperta di angoli magici da catturare, emozioni da fermare.
Come sempre accade quando viaggiamo, cominciamo a camminare senza una meta precisa, godendo delle incantevoli architetture di questa città maestosa ed avvolgente, da Plaza Mayor che lascia senza fiato per la sua bellezza, passando per la Gran Via, brulicante di gente e piena di negozi, fino ad approdare a Plaza de la Puerta del Sol, nella quale, anche se non è ancora Capodanno (e come la tradizione vuole), voglio mangiare qualche chicco d’uva beneaugurante!
A proposito di mangiare, Madrid offre mille e mille possibilità differenti. Dai ristoranti gourmet ai mercati, dalle botteghe, ai fast food, ce n’è per tutti i gusti. Io ho adorato il Bocadillos coi Calamari, mangiato semplicemente in strada, sotto un sole che riscalda, e mi fa pensare di non aver assolutamente bisogno d’altro per essere felice, sono esattamente immersa nell’attimo perfetto e fuggente.
In fondo la vita è così, dobbiamo sempre ricordarci di fermare gli istanti migliori, a volte con un click che è soltanto nella nostra mente, e che ci rende grati.
Nel pomeriggio andiamo al Madrid Rio, un nuovo parco sulle rive del Manzanares, ricco di zone verdi e aree in cui le persone possono liberamente dedicarsi allo sport, e ponti che sono delle vere opere d’arte contemporanea.
Rientriamo in hotel intorno alle 20.00 praticamente sfiniti, recuperiamo un pochino le forze, e ripartiamo alla scoperta del quartiere della Chueca, rinomato per essere particolarmente hot e divertente.
Qui confesso di essere rimasta un pochino delusa.
Probabilmente, e per fortuna, certe cose non fanno più scalpore, personalmente vedere coppie omosessuali non mi provoca nessuno stupore, piuttosto mi piacerebbe che nessuno dovesse ancora girarsi meravigliato nel vedere due maschi/femmine camminare liberamente mano nella mano.
Quindi, una passeggiata, una cenetta in uno dei millemila ristorantini, un paio di bicchieri di sangria e in qualche modo sono rientrata in hotel, credo intonando allegramente una canzoncina madrilena (ma questo per fortuna non è documentabile!).
Sabato 15 dicembre.
Il tempo non è stato dei più clementi, freddo e cielo grigio, ma non ci facciamo certo scoraggiare, diamine siamo a Madrid! Mai come in questa fredda mattina ho capito il grande affetto che prova per me il mio adorabile compagno di viaggio… non trovo un bar/bistrot/caffetteria che mi vada a genio, a volte noi donne siamo incontentabili, e Matteo mi segue pazientemente e sorprendentemente divertito, nella mia ricerca del posto perfetto!
Ovviamente si è poi vendicato facendomi fare un numero imprecisato di km a piedi, fino al Parco del Retiro.
La meraviglia assoluta.
Ricco di sculture, opere d’arte, giardini fantastici, il parco custodisce il magnifico Palazzo di Cristallo e il Palazzo di Velazques, opera di Ricardo Velazques Bosco.Ritornando verso il centro, ci fermiamo a mangiare un boccone al Mercado de San Miguel. Un luogo estremamente caratteristico e pieno di turisti, molto grazioso, onestamente con prezzi un po’ cari e decisamente poco competitivi rispetto a quelli degli altri locali di ristorazione.
Raggiunta la Gran Via, come da patteggiamento fatto, ci dedichiamo ad un paio di ore di shopping, e devo dire che Madrid offre ogni genere di divertimento per chi ha voglia di fare acquisti. Dalle grandi catene lowcost alle botteghe più particolari, passando per negozietti di artigianato, compriamo un po’ di pensierini e ricordi da portare ai nostri cari. Non ci facciamo mancare un giro a Serrano, il quartiere del lusso. Qui le grandi firme internazionali, gioiellerie e gallerie d’arte, finalmente… respiro l’aria che piace a me!
Rientrati in hotel, un bel bagno caldo mi rimette letteralmente al mondo, e conclude così quella che si è rivelata una stancante, divertente, bellissima giornata.
Domenica 16 dicembre. Santa Adelaide.
In realtà anche se per tutti sono Dea, il mio nome è Adelaide e quindi, festeggiare a Madrid il proprio onomastico è decisamente un ottimo regalo della vita! Mi sveglio di buon umore, e insieme a Matteo, decidiamo di andare a visitare La Latina. Uno dei quartieri più caratteristici di Madrid, ricco di vicoli, stradine, piazze e giardini inaspettati, perfetti per rilassarsi e fermare il tempo. Numerosissimi i bar e i localini dove poter prendere un aperitivo o gustare le famosissime tapas. Mi sono tanto divertita tra tantissime persone a brindare innumerevoli volte con la Cerveza al mio onomastico, al divertimento, e alla bellezza di questa splendida città.
Devo dire che mi ha decisamente colpita la gentilezza e l’allegria degli spagnoli, disponibili, sempre sorridenti, davvero una popolazione simpatica ed estremamente ospitale.
Rientriamo in hotel giusto il tempo per riposarci un attimo e metterci un po’ in ghingheri, perché abbiamo ancora un po’ di cose bellissime a cui brindare e di cui essere grati, ohhh… Madrid me mata!
Lunedì 17 dicembre.
Trascorriamo le ultime ore a Madrid passeggiando fino al meraviglioso Museo del Prado. In questi nostri viaggi, abbiamo deciso di non visitare i musei, avendo pochi giorni a disposizione e sapendo bene che questi straordinari luoghi, ricchi d’arte e bellezza, necessiterebbero molto più tempo ed attenzioni.
Quindi, recuperati i bagagli, ci dirigiamo poi verso l’aeroporto, con la promessa di ritornare prestissimo in questa meravigliosa città, e al contempo la gioia di aver vissuto dei momenti assolutamente indimenticabili.
Grazie, grazie Madrid.

Un ringraziamento speciale al Gran Hotel Inglés che ci ha amabilmente ospitati in questo nostro fantastico soggiorno.

Thanks to: Segreti Concept’s
My hairstyling: Dessange Napoli
My makeup: HM Makeup Italy

 

Photo Matteo Anatrella


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