GAME STOP

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Sabato, 23 giugno intorno alle 05,30

-Il fatto è che da quando ti sei trasferito nulla è come prima.

Abbasso gli occhi perché mostrarti l’onda di emozione che sento salire è una cosa che mi mette fortemente a disagio.
Tu invece mi scruti insistentemente, come se di quell’onda ne avessi profondamente bisogno, come se ancora una volta cercassi la conferma del mio amore, che è ancora lì, come una cosa poggiata su una mensola, impolverata e ferma.
Perché sì il mio amore è fermo.
Come se stesse aspettando una rianimazione bocca a bocca, una scarica elettrica che ne possa riprendere il battito.
Perché l’amore non lo puoi lasciare così.
Non puoi pensare che sia a prescindere.
L’amore, il mio amore, è fatto di carne, di carezze e mille baci.
È fatto di litigi, risate e tanta cioccolata da divorare insieme.
Il mio amore è insieme.
Tutto qui.
Infilo rapida il mio bellissimo vestito, e quelle scarpe che soltanto poche ore prima mi avevano fatta sentire una regina.

-Che bella che sei su questi tacchi, non toglierli.

Avevi sussurrato complice, e io ho davvero pensato per un attimo, che le belle scarpe fossero l’unico punto realmente fermo di tutta la mia vita.
E su quelle scarpe cammino libera, leggera, e le prime luci dell’alba mi accarezzano benevole.
So di aver fatto la scelta giusta, so che nuovi giorni e nuovi sogni arriveranno, so che da qualche parte io tornerò a sorridere e ad immaginare, perché da qualche parte c’è chi ama, sogna ed immagina,  proprio, esattamente, come me.

In questo post indosso un meraviglioso abito firmato Ombelico (a Napoli in Vico Belledonne a Chiaia, 14/C), e delle scarpe di cui mi sono perdutamente innamorata, disegnate e realizzate apposta per me, dal talentuoso fashion designer Gabriele Riccardi, di cui vi racconterò prestissimo.

 

Photo Matteo Anatrella

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