#IMMOBILE

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-Il cambiamento mi fa paura.
Mannaggia a me.
Da sempre.
Ho bisogno che le cose restino ferme, immobili, uguali. Ho bisogno di trovare la sicurezza dell’ovvio, e ho bisogno di annoiarmi.
Utopia ovviamente.
Perché tutto scorre, tutto cambia, a volte così velocemente, giusto il tempo di un battito d’ali.
Allora io mi spavento, e fuggo.
-Mi stai lasciando?

Come al solito le tue domande, dirette, frecce scagliate in mezzo al cuore, vicoli ciechi dai quali non riesco a trovare scappatoia.

-la verità
(deglutisco il nulla rendendo palese tutto il mio disagio)
-la verità è che io non riesco a fidarmi. La verità è che io non riesco a sapere che tu domani ci sarai, e dopodomani anche, e il giorno dopo ancora. E io devo proteggermi.
Perché poi io, come diavolo farei?
-Io non vado da nessuna parte. Rassegnati. E non ti offrirò alcun pretesto per fuggire via da noi.
Adesso vai, che è tardi e ti tocca lavorare.

La cosa è andata più o meno così, e brandelli sparsi di quest’insolita conversazione mattutina, mi accompagnano lungo il tragitto che mi porta allo studio.
Sento il rumore dei miei tacchi, per altro bassi, sulla strada, la giornata che sulle prime sembrava uggiosa, si è aperta completamente, e un sole tiepido veste di bellezza ogni cosa.
Ad ogni passo sono un pochino più leggera, ad ogni passo, come fossi Pollicino, lascio cadere un pezzettino di paura, dalle tasche della mia vita.
Forse è ora di rischiare, di giocare questa partita, forse è ora di abbassare questo muro di mere, illusorie difese, che poi alla fine, non è che servano poi a molto.

C’è un tempo per ogni cosa, e questo tempo va vissuto, stretto, afferrato, abbracciato. Questo tempo, amore mio, è il tempo nostro.
Quindi torno indietro, perché poi alla tua domanda, non ho ancora risposto, e voglio farlo subito

-Io resto qui.

Cosa indossare per una riunione di lavoro importante

Che sia un incontro con il capo dei capi, la presentazione di un nuovo progetto, o una riunione dall’esito della quale poi, molto del vostro futuro dipenderà, dovrete emanare sicurezza, competenza, affabilità e al contempo serietà. Missione impossibile? Assolutamente no!

Tirate fuori dal vostro guardaroba i capi  basici, e partite da quelli per costruire il vostro outfit. Qualità sia nei tessuti che nelle linee, quindi, è questo il momento di indossare quel blazer per il quale avete speso una fortuna (e che giace dimenticato nel vostro armadio), o quel pantalone dal taglio sartoriale che vi sembra sempre troppo serio e formale. Per quanto riguarda invece i colori, via libera al blu, al grigio, al beige e al bianco e nero.

Abiti. Si al tubino, non troppo slim, che accompagni morbidamente le vostre curve. Anche un little black dress, leggermente svasato, da abbinare ad un colletto bianco o una collana con pietre dure.

Tailleur. Molto dipende dal lavoro che svolgete e da quanto formale sia la riunione. Consiglio sempre di spezzare il completo, per offrire all’outfit maggiore dinamicità e disinvoltura.

Gonne. Pencil skirt, al ginocchio.

Pantaloni. Classici, maschili, oppure il modello a sigaretta.

Maglie. Una camicia dal taglio maschile, immacolata, ha sempre il suo perché. Si anche alle bluse in seta da accostare a cardigan in filati preziosi.

Scarpe. Sempre meglio indossare i tacchi medi. Evitate le stringate maschili, troppo business woman, e ovviamente assolutamente no alle sneakers.

Accessori. Un unico pezzo più appariscente si rivela sempre una buona idea.

Borse. Di media grandezza, a tracolla, ovviamente da abbinare alla cartella da lavoro.

 

Fermo immagine

My outfit: Trench Patrizia Pepe – Shirt Fairly – Skirt Patrizia Pepe – Shoes Via Roma 15 – Bag Gucci – Sunglasses Chanel

 

Photo Matteo Anatrella

 

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